Perché?
Al termine di un ciclo scolastico di scuola secondaria, di I o II grado, non avviene solo la scelta di un indirizzo scolastico o universitario, ma un passaggio da una fase di crescita ad un’altra. Fare orientamento significa inserire la scelta scolastica nel percorso evolutivo del ragazzo o della ragazza: il successo scolastico e universitario dipendono dalle competenze cognitive e dai livelli di preparazione raggiunti negli anni di scuola precedenti, ma anche da alcuni aspetti di personalità. In particolare, è di grande importanza capire come il ragazzo o la ragazza ha imparato ad affrontare la fatica dello studio: il metodo che adotta, le sue capacità di concentrazione, la tenuta nel tempo. L’apprendimento, soprattutto man mano che diviene più complesso, come nella scuola superiore, richiede poi una crescente consapevolezza del proprio peculiare modo di apprendere (metacognizione), e cioè degli specifici interessi personali verso le diverse aree disciplinari, delle modalità di imparare, delle capacità di previsione dei risultati delle verifiche e di attribuzione delle cause di successo o di insuccesso.
Una consulenza orientativa richiede che la scelta sia inserita in questo contesto.
Come avviene?
L’orientamento al termine della scuola secondaria di I grado (scuola media) prevede che venga svolto un colloquio preliminare con il ragazzo o la ragazza, per tracciare insieme all’adolescente un quadro di come si vede nell’esperienza scolastica, dei suoi risultati, del suo modo di studiare, dei suoi interessi e degli elementi che sta considerando in vista della scelta della scuola superiore. Qualora i genitori lo richiedano, ad esempio nel caso di situazioni particolari (come ragazzi con DSA o BES), è possibile svolgere un primo colloquio anche con i genitori.
Vengono poi somministrate all’adolescente alcune prove: una per valutare le attitudini dell’adolescente (verbali, numeriche, grafiche), un questionario sui propri interessi scolastici e lavorativi, un questionario sui suoi processi di apprendimento e sul metodo di studio.
In un colloquio conclusivo, vengono presentati e discussi con il ragazzo o la ragazza i risultati delle prove svolte, alla luce anche di quanto emerso nel primo colloquio, e proposta una indicazione orientativa. Lo stesso avviene con i genitori.
Nella consulenza di orientamento al termine della scuola superiore, il colloquio con il giovane verte sulla sua esperienza di scuola superiore, su quale conoscenza ha elaborato di sé come studente (modo di affrontare lo studio, caratteristiche specifiche del suo metodo di lavoro), sui suoi interessi scolastici ed extrascolastici.
Vengono poi svolte prove attitudinali, un questionario relativo agli interessi accademici e professionali e uno strumento di autovalutazione del proprio approccio all’apprendimento e allo studio.
Tali risultati vengono poi confrontati in uno o due colloqui con lo studente, alla luce anche delle informazioni da lui raccolte sui percorsi universitari o alternativi ad essi (ad es. ITS, accademie private ecc.), per giungere a definire insieme un’area di interessi e una possibile scelta. Vengono anche prese in considerazione le modalità di preparazione alle prove selettive (test di ingresso) richieste per alcuni corsi di laurea. Laddove richiesto, e con il consenso dello studente maggiorenne, è possibile estendere la riflessione anche ai genitori.
