Perché?
Un percorso di valutazione per un adolescente accoglie una richiesta che di solito proviene dalla famiglia (a volte su sollecitazione della scuola) per capire ed affrontare correttamente una situazione di difficoltà di crescita. L’adolescenza, epoca del mutamento, provoca talvolta momenti di acuta incertezza, tensioni nelle relazioni, smarrimento di fronte agli impegni scolastici.
È fondamentale che la consultazione sia soprattutto uno spazio di pensiero rivolto all’adolescente affinché possa capire meglio il senso di ciò che sta avvenendo in questo particolare momento della sua esistenza. La consultazione diventa così la possibilità per l’adolescente di fare il punto sulla sua situazione e di conoscere meglio le sue risorse, accanto alle sue difficoltà.
Come avviene?
La consultazione si articola di solito in cinque sedute con il ragazzo o la ragazza, e due con i genitori: la prima per ascoltare la loro richiesta, conoscere la storia dell’adolescente e effettuare alcune ipotesi di lavoro; la seconda, al termine del percorso, per presentare loro i risultati e dare indicazioni operative.
Dopo l’incontro preliminare con i genitori, la prima seduta con l’adolescente serve per conoscersi reciprocamente e per capire qual è la richiesta che il ragazzo o la ragazza portano allo psicologo, o direttamente o in modo implicito. Occorre creare un’alleanza, in cui l’adolescente non è oggetto di valutazione, ma soggetto attivo, al quale spiegare che cosa si farà nel corso delle sedute e, nel corso dell’ultima, condividere ciò che è emerso perché capisca meglio il funzionamento della sua mente e il senso dei suoi comportamenti.
Questo stesso “ritratto” verrà poi presentato ai genitori, in accordo con il ragazzo e nel rispetto comunque del segreto professionale verso l’adolescente.
E dopo?
Al termine, si lascia spazio, ove se ne ravvisi l’opportunità e/o l’adolescente lo richieda, di proseguire le sedute, in accordo con i genitori. Dove ci sia necessità, la prosecuzione può assumere la forma più strutturata della psicoterapia, con appuntamenti a cadenza settimanale. In altri casi, si può continuare con sedute meno rigidamente definite.
Nel caso che la problematica sia più legata ad aspetti relazionali della famiglia, si possono svolgere sedute diluite nel tempo con i genitori, per un supporto alla genitorialità, ad esempio in situazioni di particolare conflitto tra loro sull’educazione dei figli.
Qualora la problematica sia di tipo scolastico, oltre al confronto con gli insegnanti in un incontro a scuola alla presenza dei genitori, si possono attivare percorsi di supporto al metodo di studio.
