Dopo che è stata effettuata la diagnosi di DSA, che cosa può fare una famiglia per meglio affrontare la situazione?
- è utile un incontro con gli insegnanti, genitori, specialista, tutor per i compiti (lavoro di rete) o è una perdita di tempo, tanto poi ognuno continua a fare come prima?
- è necessario iniziare un percorso di trattamento? Non bastano le ripetizioni con un insegnante esperto? Non è sufficiente quello che fa la scuola?
- è opportuno monitorare nel tempo l’evoluzione del disturbo? perché aggiornare la diagnosi, soprattutto nel passaggio da un ordine di scuola all’altro?
- L’esperienza di vicinanza con tante situazioni diagnosticate come DSA, ci ha insegnato l’importanza di mettere al centro di ogni nostro intervento il bambino e di far dialogare tra loro le componenti che ruotano intorno a lui. Per questo, al termine della valutazione noi ci rendiamo disponibili per un incontro di rete tra tutte le componenti coinvolte (genitori, insegnanti e specialisti) per illustrare la diagnosi, ascoltare dagli insegnanti come vedono il bambino in classe, quali sono i suoi punti di forza e quali le fragilità, e dare spazio alle domande e alle eventuali preoccupazioni dei genitori. E infine per definire una strategia comune per affrontare la situazione. Lo scopo è quello di lavorare insieme, ciascuno con le proprie specificità, per il benessere del bambino, cercando di definire degli obiettivi raggiungibili e condivisi da tutti.
- “Trattamento riabilitativo “è il termine tecnico utilizzato per il percorso che si propone ai bambini e ai ragazzi una volta diagnosticato il disturbo specifico. Noi consideriamo “i disturbi specifici dell’apprendimento come caratteristiche dell’individuo, fondate su una base neurobiologica (P.A.R.C.C. 2011)”, e quindi pensiamo di dover dare più aiuto possibile nello svilupparsi delle abilità. Preferiamo perciò parlare più di potenziamento delle abilità che di riabilitazione o trattamento riabilitativo, che inevitabilmente si associa all’ambito sanitario. Quindi il nostro intervento è specifico e mirato a seconda delle caratteristiche di ogni bambino e ragazzo con la finalità di potenziare le abilità di velocità e correttezza della lettura nella dislessia; di potenziare le abilità ortografiche per la diminuzione degli errori ortografici nella disortografia; di potenziare le abilità grafiche di scrittura per migliorare la qualità del gesto grafico; di potenziare le abilità di calcolo per aumentare la velocità ma soprattutto diminuire gli errori nelle prestazioni matematiche. Ecco perché gli strumenti utilizzati dallo specialista per il raggiungimento di questi obiettivi, sono diversi da quelli utilizzati nell’affiancamento dei compiti durante le ripetizioni. Peraltro, la scuola non può prendersi carico di questi interventi di potenziamento, in quanto non riuscirebbe per tempi e spazi a seguire individualmente il singolo, seppur nel piccolo gruppo, ed anche perché questo non rientra nelle competenze della scuola.
- Il passaggio da un ordine di scuola all’altro è sempre per ogni studente un momento significativo sia per sé sia per chi accompagna la sua crescita, da osservare con particolare attenzione, in quanto molti aspetti della vita scolastica del bambino o ragazzo si trasformano. Cambiano gli insegnanti, cambiano gli stili di apprendimento, cambiano le richieste nelle prestazioni, cambia il contesto della classe, cambia il soggetto perché attraversa le varie fasi della crescita. Quindi non possiamo ignorare come anche il disturbo può subire cambiamenti negli anni. È importante perciò monitorare il quadro complessivo per avere presente con chiarezza le aree che si sono potenziate e quelle in cui permangono delle fragilità. Il monitoraggio è utile inoltre per individuare strumenti nuovi di intervento e per affrontare le sfide che il nuovo ordine di scuola porta con sé. Per questo si consiglia di applicare le batterie relative all’area interessata dal disturbo per aggiornare il profilo.
